L'autore del blog PROIBISCE la diffusione,
l'imitazione, il plagio, la diffamazione con
qualsivoglia mezzo dell'opera qui pubblicata
compreso il nominativo "NonSonoKafka" e il titolo
Parole Superflue, ai sensi della Legge n°633
del 22 aprile 1941.
scritto da NonSonoKafka il lunedì, 30 novembre 2009,11:55
SCHERZO SUL TEMPO
Il tempo è sulla bocca di tutti.
Attorno agli occhi
è un delta epidermico di gioia,
affanno più o meno celato
il tempo è disprezzato.
Nel silenzio interviene seguendo
la corsa delle stagioni, rompe l'impasse,
rende il polso pesante,
l'occhio attento, il treno che parte,
il mazzo di fiori che inganna l'attesa.
Il tempo è tiranno,
è poco mai troppo,
si prende e si perde senza un intoppo,
si chiede in affito a chiunque ne ha,
si manda avanti usando due dita,
il tempo è il segugio
che insegue la vita.
scritto da NonSonoKafka il martedì, 24 novembre 2009,00:06
REQUIEM PER TRILLY
Il sole riflette i suoi raggi sopra
questo Uncino di ferro
Trilly hai volato
incapace di tenere più di un'emozione
alla volta, le alucce spiegate alle stelle.
Piccola Trilly, ti parlo da capitano:
la ciurma dorme, il mare è calmo
e stanotte non cantano le sirene
della baia.
Trilly hai lasciato Peter Pan giocare
con i suoi ninnoli di triste bambino
e sei venuta da me, povero Uncino
aggrappato al sartiame
degli anni splendidi non è rimasta
la schiuma, densa delle onde.
Trilly che guardo confezionare
il miglior abito da sera
e piangere senza averlo mai messo
forse per una fotografia dimenticata.
O Trilly... sopra il mio Uncino
cadono lacrime e sorrisi. Questa canzone
è scritta per te.
Per le tue bianche sicure manine.
Ecco che il sole si spegne nel mare
e tu a quanto sembra hai smesso di volare.
scritto da NonSonoKafka il lunedì, 16 novembre 2009,18:28
IL TORO E LA LUNA
La luna si stava pettinando sullo specchio del
fiume
e un toro la stava ammirando, nascosto
dietro la pianta.
Quando arriva la lieta mattina
e la luna scappa del fiume,
il toro si precipita nell'acqua al
vedere che la luna è fuggita.
E quel toro innamorato della luna
lascia via per la notte il gregge
sta mangiando un'oliva gustosa
e al campagnolo piacciono
in gran moltitudine i rosmarini
del monte lo baciano sulla fronte
ed escono le stelle bagnandolo d'argento,
il toro che è bravo si volta, più coraggioso
...ventagli di colori sembrano le sue zampe.
La luna esce stasera con una vestaglia di gola,
un toro la sta guardando tra l'albero e le ombre...
il toro entra nell'acqua
e la luna scappa del fiume
lui la segue dentro l'acqua
e vigila su di lei come un sentinella.
scritto da NonSonoKafka il mercoledì, 04 novembre 2009,01:03
HOIST THE COLOURS
Yo, ho, haul together
hoist the colours high.
Heave ho,
thieves and beggars,
never shall we die.
The king and his men
stole the queen from her bed
and bound her in her Bones.
The seas be ours
and by the powers
where we will well roam.
Yo, ho, haul together,
hoist the colours high.
Heave ho, thieves and beggars,
never shall we die.
Some men have died
and some are alive
and others sail on the sea
– with the keys to the cage...
and the Devil to pay
we lay to Fiddler's Green!
The bell has been raised
from it's watery grave...
Do you hear it's sepulchral tone?
We are a call to all,
pay head the squall
and turn your sail toward home!
Yo, ho, haul together,
hoist the colours high.
Heave ho, thieves and beggars,
never say we die.
Il re e i suoi uomini hanno rapito la regina
E le sue ossa rimbombavano
Tutti i mari saranno nostri grazie al nostro potere
Dove saremo, noi vagabondeggeremo
Yo, ho, navighiamo insieme
Issiamo in alto le bandiere
E' facile oh, ladri e vagabondi
Non moriremo mai
Alcuni uomini sono morti e alcuni sono vivi
E altri salpano il mare
Con le chiavi della gabbia e doniamo l'anima al diavolo
Noi laici di Fiddler's Green!
Yo, ho, navighiamo insieme
Issiamo in alto le bandiere
E' facile oh, ladri e vagabondi
Non moriremo mai
La campana suona a morto (vuol dire è morto qualcuno)
Senti il suo suono sepolcrale?
Sentitelo tutti, guarda c'è una burrasca
E naviga verso casa!
Yo, ho, navighiamo insieme
Issiamo in alto le bandiere
E' facile oh, ladri e vagabondi
scritto da NonSonoKafka il giovedì, 22 ottobre 2009,17:58
LE TUE MANI
Senza freddo
le tue mani baciano
toccando
e prendono la quiete
all'alba le carezze
senza odore
le tue mani d'aria
nel mio bianco
sogno sveglio
abitano pelle
difettosa le tue mani
nelle mie
quasi per pudore
danno spazio
nel silenzio le tue mani
come rose
nei miei giorni le conservo.
scritto da NonSonoKafka il sabato, 17 ottobre 2009,11:14
QUESTO VUOL DIRE
ESSERE PIRATA
Madame che guardi le mie profonde ferite,
le cicatrici dell'anima hai baciato madame!
Quel castello che guardavi
squarciare la collina è un miraggio, madame!
Sistema il mio cappello sgualcito,
la mia sciabola pregna di ogni sangue.
Non ti è bastato giacere col pirata: ora vuoi
anche asciugare il mare suo.
mi dici, madame,
di voler essere pirata
ma non sai, proprio non conosci
l'orizzonte del mio mare.
Oh, madame! La notte è troppo corta
come ogni vita che ho vissuto!
La mia barca è nel porto,
nella piazza la forca mi attende.
Devo andare, madame, e tu non puoi venire.
Mi dici, madame,
di voler essere pirata
ma non sai, proprio non conosci
l'orizzonte del mio odio.
Oh, cielo rosso senza vento
portami via da questa terra.
Portami nell'immenso.
Nell'eterno ventre
del tuo segreto antico.
scritto da NonSonoKafka il mercoledì, 14 ottobre 2009,09:03
LE ROSE IMMORTALI
Ho visto una rosa immortale.
Triste fiore eterno
dritto e prigioniero della plastica
e della polvere raccontava
una storiella che somigliava
molto più
a una giustificazione sul fatto di
non poter appassire.
Se ne stava vicino allo specchio
souvenir di un altro tempo,
i petali rossi e fasulli
non sapevano dell'acqua.
Quella rosa integra senza futuro
era solo piena del passato.
Amo le rose
perché devono morire
quasi come la vita.
Una rosa mortale
rende l'attimo simile
al respire di Dio.
scritto da NonSonoKafka il sabato, 10 ottobre 2009,13:11
CARTOLINE DA TAUNI
L'uomo al volante ha lo sguardo attento. La nebbia crea una cappa sul panorama circostante.
La strada finisce.
L'uomo ha gli occhi fissi sulla strada.
E dice: "Bine a venit in Romania...".
La strada finisce. Inizia il sentiero. L'uomo scansa i buchi del terreno.
Arriviamo nel villaggio di Tauni.
Prima cartolina Un maiale esce dal passato. Da una storia d'inverno.
Lo chiamano fuori dal tempo, per me.
Lui esce dalla sua tranquilla aia. Grufola
contro uno sporco presente.
Seconda cartolina Nella seconda s'abbracciano
fratello e sorella. Il sole chiude i loro occhi.
La casa dietro colorata, ha visto generazioni contare
le corse della luna. Le vite. Le morti.
La casa fuori è colorata. Dentro, lo è ancora di più.
Terza cartolina Il bambino sorride.
Si chiama Andrei.
Per lui ho fatto girare tre mele in aria.
Per me lui ha capovolto tutto quello
che dell'universo sapevo.
Quarta cartolina L'uomo ha un nome dolce. E' lo stesso uomo che guidava.
Ha una felpa arancione. E' serio. Si chiama Florin.
Una moglie.
Due figli.
la Germania ha visto la sua ansia. Ora è a casa. Sicuro.
Il coraggio del presente contro l'ombra del passato.
Quinta cartolina Ora c'è una mucca. Un vecchio di nome Ioane, la porta fuori.
Gli dico: "è la prima mucca che tocco".
E' stupito.
Come se avessi sfiorato la sua normalità.
Sesta cartolina Arrivano per me.
Sbucano da angoli d'ombra.
Zoppe. Mezze cieche. Sorde a metà.
Hanno tutte un fazzoletto in testa. Ampie gonne da toni blu e neri.
Mi spiegano: sono tutte vedove.
Mi stringono la mano. Mi sorridono. Hanno visto la vita nella sua interezza.
Mi presentano come il fidanzato di Marioara. Lei non c'è. Ci sono io.
A casa sua. Nel suo mondo di sogno. Duro e tenero.
Le quattro piccole vecchie hanno gli occhi della terra.
Settima cartolina Guardate Aurelia. E' una signora con il suo fascio di anni.
Antica e giovane come la sua nazione. Il foulard nero
è la cornice del volto.
Le mani sicure. Gli occhi piccoli.
E la voglia di regalarmi la sua innata perfezione.
Scherzo con lei indossando
un grande cappello di paglia.
Ottava cartolina Arriva un amico. E' un tenero clown. Arriva sulla sua vecchia auto.
Anche questo è un regalo che mi viene fatto.
"Dario....Trabant!".
Sono tutti contenti di vedermi così felice!
Avrò intorno dieci persone mentre accarezzo una vecchia
e scassata auto comunista.
Saliamo lì sopra in quattro. Facciamo i cretini.
Giochiamo con il destino. Alziamo polvere per tutto il villaggio.
Beviamo la rakiu. Rompo il finestrino!
La radio è al massimo.
La vita è al massimo.
Non conta niente. Guarda il mondo. Non c'è niente.
Ci siamo solo noi quattro su una Trabant.
Ultima cartolina
Ce ne andiamo. Ho gli occhi pieni di vero.
Il villaggio è silenzioso. La giornata, spledida.
Casupole si affacciano sul sentiero principale.
Le porte sono chiuse.
Qui non c'è nessuno. E ci sono tutti.
Li porto con me e non li lascio scappare.
Uno per uno mi hanno fatto assaggiare
qualcosa del paradiso.
Io non ne sapevo niente. Ne so poco tutt'ora.
Sorrido. C'è chi ne sa ancora meno.
Guardate le mie cartoline.
Non sono in vendita.
Ve le posso imprestare per poco.
scritto da NonSonoKafka il venerdì, 02 ottobre 2009,15:49
ALBA IULIA
Spesso mi chiedo della vita.
Spesso mi chiedo delle vite.
La citta' spacca la terra, piano. Gentilmente quasi.
Io sono su una torre di cristallo, bellissima. Oltre la cornice che mi tiene, io guardo le colline formare l'orizzonte.
Il traffico gia' si muove. La notte e' stata calma. Il mattino per molti e' uguale a quello di ieri.
Per alcuni e' padre del futuro.
Le mie righe scivolano con l'inchiostro.
La Transilvania e' piena di sole. C'e' persino tanta gente. Hanno facce tremende. Tremendamente belle.
Latino imbastardito puramente.
Tacchi alti.
Braghe larghe. I vampiri esistono solamente in qualche sogno scemo londinese.
Qui c'e' il sole.
I figli di Traiano. Le dita ribelli di Ceaucescu. Stringo mani e sorrido beato.
Compaio dentro foto assieme ad abiti variopinti.
La fisarmonica suona uno zingaro. E' festa!
Mi chiamano "Mario". Parlo con il tono di Eminescu come un neonato e tutti mi danno del bugiardo. Ho spiegato mille volte che Maria e' di qua. E che io ne sono preda. Multumesc. A volte, multumesc mult.
Che vuol dire "Grazie tante".
Cambio euro con i lei*.
Porto lei nel portafogli.
E lei dentro il cuore.
Spesso mi chiedo della vita.
Spesso mi chiedo delle vite. Guardandomi sorridere nella mano di Romania.